
Questo è stato il primo racconto che ho scritto. Ai tempi non avrei mai immaginato di riuscire a portare a termine un’intera raccolta. A dire la verità non era neppure nei miei piani. Avevo già incominciato altre volte a provare a scrivere qualcosa ma non ne era saltato fuori nulla di buono. O almeno non ero mai riuscito a portare a compimento l’impresa, lasciandola lì a macerare per tempi migliori.
Trovo che ci sia qualcosa di terapeutico nello scrivere, anche senza sentirsi in obbligo nel dire cose troppo utili. Scrivere e basta. Bukowski infatti diceva: Se non scrivo per una settimana mi ammalo, non riesco più a camminare, mi gira la testa, vomito, non mi alzo dal letto. Ho bisogno di scrivere a macchina. Se mi tagliassero le mani scriverei con i piedi. Sicché non ho mai scritto per i soldi, ho scritto per questo stimolo imbecille.
E allora così sia. Non credo di aver mai avuto il blocco dello scrittore. Più che altro il blocco di dire cose che non mi interessava veramente dire. Per il resto basta iniziare, poi le parole vengono da sé.
“Tra il buio e l’alba” è nato così. Alla ricerca della felicità.
A voi la sentenza.