Questo racconto, come quasi tutti quelli che ho scritto, nasce semplicemente così: da un’intuizione. Non sapevo dove sarei andato a finire quando ho cominciato a scriverlo, ma poco importava. Anche io ero curioso di sapere quale sarebbe stata la fine! Quello che mi interessa, quando scrivo, non è conoscere la trama ancora prima di pianificarla ma è scoprirlo riga dopo riga. Il racconto mi si rivela poco a poco, sono spettatore indisturbato delle mie stesse parole. È il viaggio nella fantasia quello che per me conta.

In questo caso mi piaceva l’idea di una camicia come protagonista. Bianca. Perché? Aveva qualcosa di estremamente familiare, qualcosa che conosciamo tutti perfettamente unito a quel candore bianco, simbolo di purezza. E allora, mi sono chiesto, perché non darle una sfumatura nuova? Qualcosa di insolito che nessuno si aspetta? Certo che voglio farlo! Unisco a quel bianco che tutti noi, figli di reclame, ci aspettiamo di trovare sempre qualcosa di completamente diverso: il suo opposto: macchie indelebili. Nella nostra vita quotidiana quando un capo di abbigliamento si usura troppo o perde il suo colore lo buttiamo via. Allora per quale motivo quella camicia è ancora dentro l’armadio dopo così tanto tempo? Sembra passata una vita intera…

Credo ne sia venuto fuori qualcosa di divertente e sicuramente inaspettato dove si susseguono tante emozioni contrastanti ma descritte in modo gentile e nuovo.

E pensate che non abbia pensato ad un tocco finale?

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